L’autunno, il momento ideale per piantare
La stagione autunnale viene associata alla fine del ciclo vegetativo, alla caduta delle foglie e all’ingresso delle piante nella fase di riposo. Dal punto di vista botanico è solo parzialmente corretto. Per molte specie arboree e ornamentali, infatti, l’autunno conferisce condizioni favorevoli per la messa a dimora.
Con la diminuzione delle temperature e delle ore di luce, molte specie caducifoglie rallentano la crescita dei germogli e riducono l’attività della chioma fino alla perdita fogliare. Il terreno, tuttavia, mantiene più a lungo il calore accumulato durante i mesi estivi ed offre presupposti vantaggiosi all’attività radicale: la pianta riduce i propri processi nella parte aerea e può concentrare le proprie risorse sull’adattamento dell’apparato radicale al nuovo ambiente.
La messa a dimora in autunno permette inoltre di evitare, nella fase più delicata successiva al trapianto, alcune delle condizioni di maggiore stress tipiche della stagione calda.
Temperature elevate, forte irraggiamento solare e intensa domanda evaporativa possono infatti creare delle difficoltà in una pianta che non ha ancora esplorato il terreno circostante con le proprie radici.
In autunno, la diminuzione dell’evapotraspirazione e, per le specie caducifoglie, la progressiva riduzione della superficie fogliare contribuiscono a diminuire il fabbisogno idrico. Se accompagnata da una corretta irrigazione e da condizioni adeguate del terreno, la pianta può quindi affrontare il periodo post-trapianto con un bilanciamento idrico più favorevole.
Ottobre, in particolare, può rappresentare una finestra molto interessante per programmare nuovi impianti, selezionare e scegliere le alberature ed effettuare interventi di riqualificazione del verde.
Naturalmente, non esiste una regola universale valida per ogni specie e ogni territorio: la decisione della messa a dimora deve sempre tenere conto delle caratteristiche botaniche della pianta, delle condizioni climatiche locali e della natura del terreno.
È proprio la valutazione di questi fattori a trasformare una piantumazione autunnale in un corretto atto di progettazione del verde.
Messa a dimora autunnale: cosa succede alle radici
La parte più importante dell’attecchimento di una pianta appena messa a dimora avviene sotto la superficie del terreno. Quando acquistiamo e osserviamo un’alberatura o un arbusto ornamentale, siamo portati a concentrarci sull’apparato fogliare, sulla forma e sul portamento estetico dell’esemplare. Dal punto di vista fisiologico, però, il successo del trapianto dipende in larga misura dalla capacità dell’apparato radicale di adattarsi al nuovo ambiente, alla sua nuova dimora.
Durante la messa a dimora, anche quando la pianta viene trasferita con una zolla ben conservata, è necessario ristabilire l’equilibrio tra la struttura del terreno, la disponibilità di acqua e ossigeno, la porosità, lo spazio e la composizione del substrato, in maniera tale da favorire le nuove radici, colonizzando il terreno circostante.
Infatti, una pianta appena trapiantata dispone di un apparato radicale ancora limitato rispetto alla dimensione della chioma e può quindi avere difficoltà a compensare le perdite d’acqua durante i periodi caldi. Con l’arrivo dell’autunno, invece, la diminuzione delle temperature e della radiazione riduce la domanda evaporativa dell’atmosfera; nelle specie caducifoglie, inoltre, la perdita delle foglie determina una forte riduzione della superficie traspirante, generando condizioni favorevoli per superare la fase di attecchimento.
Il vantaggio diventa rilevante nel caso delle alberature, dove la qualità della fase iniziale di insediamento, la scelta della specie, la qualità, il corretto posizionamento della zolla e l’irrigazione, possono avere conseguenze sullo sviluppo della pianta per molti anni.






















