Etimologia e storia degli abeti
La parola abete deriva dal latino “abies'” nome con cui i Romani indicavano proprio l’albero dell’abete. Questo termine latino è ricondotto dagli studiosi ad una radice indoeuropea ricostruita come “h₂ep-“ che significherebbe “punta” o “acuto” riferendosi alla forma conica dell’albero e agli aghi appuntiti. È di origine popolare, invece, la credenza che declinazione deriverebbe dalla parola greca ‘ἄβιος’ cioè “longevo”, riferendosi così alla resistenza e alla longevità di diversi alberi appartenenti alla famiglia delle Pinaceae.
Origine e varietà degli abeti
Gli abeti sono conifere del genere Abies, come detto, appartenenti alla famiglia delle Pinaceae che si sono originati nell’emisfero nord, dove si sono successivamente sviluppati e diversificati.
I reperti fossili indicano che i loro antenati erano già presenti nel Cretaceo superiore circa 70 milioni di anni fa, ovvero nell’attuale area dell’Asia nord-orientale. Da lì, nel corso delle ere geologiche, gli abeti si sono diffusi ovunque: dalle catene montuose dell’Europa centro meridionale, all’Asia del Nord e America Settentrionale.
Oggi il numero di varietà di abeti supera i 50-55 esemplari ma la massima molteplicità naturale del genere si trova ancora in Asia tra Himalaya, Cina occidentale e Giappone.
Scopriamo ora quali sono le varietà di abeti più diffuse in Italia.
ABIES NORDMANNIANA → noto come abete del Caucaso o abete di Nordmann, è una delle conifere più apprezzate d’Europa, celebre per la sua eleganza e per il ruolo centrale come albero di Natale durante le festività. Originario delle montagne del Caucaso occidentale, in particolare tra Georgia, Turchia e Russia, cresce spontaneamente in foreste montane fresche e umide, dove può raggiungere altitudini comprese tra i 900 e i 2.000 metri. In natura, è un albero capace di superare i 25 metri di altezza e noto per la sua longevità.
Dal punto di vista botanico, si distingue per la chioma conica molto regolare, i rami disposti in modo orizzontale e gli aghi morbidi, lucidi e di colore verde scuro sulla parte superiore, con due caratteristiche strisce argentee inferiori. La corteccia dell’Abies nordmanniana è inizialmente liscia, può divenire più rugosa con l’età. Grazie alle sue qualità estetiche è divenuta la specie più coltivata in Europa per la produzione di alberi natalizi, oltre all’uso ornamentale in parchi e giardini poiché ben tollera il freddo e i venti di montagna.
ABIES ALBA → conosciuto anche come abete bianco europeo, è diffuso lungo tutto l’arco alpino e appennino ma presente anche nei Carpazi e nei Balcani. Predilige anch’esso ambienti freschi e umidi tra i 600 e i 1.600 metri di altitudine in boschi puri o in varietà. In condizioni favorevoli, può raggiungere i 40 metri di altezza, diventando uno degli alberi più imponenti delle nostre montagne.
L’abete bianco si distingue per una corteccia liscia e grigio-argentea, possiede una chioma piramidale elegante e degli aghi piatti, morbidi e di un verde brillante sulla parte superiore mentre si notano chiaramente due strisce argentate nella parte inferiore. Gli aghi dell’Abies alba non circondano completamente il ramo ma sono disposti su due linee laterali in modo ordinato. Le pigne dell’abete bianco sono erette, crescono in posizione verticale sui rami dal centro dell’albero sino alla zona apicale.
Il legno dell’Abies alba è chiaro e leggero, e molto apprezzato in falegnameria anche se negli ultimi anni è oggetto di particolari attenzione per via della sua rarità a discapito dell’abete rosso molto più comune e utilizzato.
ABIES BORNMUELLERIANA → conosciuto come abete di Bornmuller è una conifera sempreverde affascinante originaria delle montagne della Turchia nord-occidentale, presenta caratteristiche similari con l’Abies nordmanniana. Questa varietà viene spesso considerata un ibrido antico tra l’Abies cilicica e appunto il nordmanniana.
Dal punto di vista botanico, si distingue per chioma regolare e piramidale, rami orizzontali e gli aghi morbidi e lucidi, di un colore verde scuro nella parte superiore. Le sue pigne sono erette, maturano lentamente e si disgregano sulla pianta rilasciando i semi.
Abete che può raggiungere i 30 metri di altezza rendendolo un esemplare di elevate altezze se lasciato crescere libero in natura. Grazie alla sua resistenza ai venti e al freddo e agli sbalzi climatici, l’Abies Bornmuelleriana viene utilizzato in selvicoltura e nei programmi di riforestazione. La sua estetica sobria, unita alla solidità e alla crescita equilibrata, fa di questo abete una specie apprezzata anche come conifera ornamentale in grandi spazi verdi pubblici.
PICEA ABIES → noto comunemente come abete rosso, è una delle conifere maggiormente diffuse, presente in gran parte dell’Europa centrale e settentrionale.
Predilige un ambiente composto da foreste umide ed altitudini che possono variare tra i 600 e i 1.800 metri. In condizioni favorevoli, può raggiungere oltre i 40 metri di altezza e sviluppare una chioma conica molto fitta e compatta. Il Picea Abies si distingue dalle altre varietà per diversi elementi. Gli aghi ad esempio sono acuminati, appuntiti e squadrati.
La corteccia inizialmente è di colore grigio-rossastra, divenendo più scura con il passare degli anni. Le pigne dell’abete rosso, a differenze dell’abete bianco, sono pendenti, lunghe e cilindriche di colore bruno e non si trovano nelle zone inferiori dell’abete poiché sono presenti solo nella parte più apicale dell’abete.
Il suo legno è molto apprezzato in edilizia e nella produzione di mobili e strumenti musicali pregiati. Negli ultimi anni grazie alla sua ampia diffusione viene spesso selezionato come ornamentale albero di Natale.

















